• 20 Luglio 2014

    Manifestazione nazionale

    Roma

Sciopero del Commercio Parte Seconda: la Fisascat Brescia c’è

Oltre diecimila lavoratrici e lavoratori hanno preso parte alla manifestazione unitaria organizzata per il 19 dicembre a Milano dai sindacati di categoria Fisascat Cisl, Filcams Cgil e Uiltucs. Questa seconda giornata di sciopero, come la prima del 7 novembre, è stata indetta per protestare contro lo stallo negoziale che si protrae ormai da mesi ai tavoli aperti con Federdistribuzione, le associazioni datoriali della Distribuzione Cooperativa e Confesercenti. Il rinnovo interessa circa cinquecentomila lavoratori della grande distribuzione. L’adesione massiccia registrata alla giornata di sciopero nazionale (in media superiore al 70%) «è ancora una volta il segnale del malessere dei lavoratori di questo settore, prevalentemente donne, che a distanza di quasi due anni attendono un dignitoso aumento salariale e un avanzamento della normativa contrattuale su diritti, tutele e welfare» commenta il segretario generale della Fisascat Cisl Pierangelo Raineri. La Fisascat Cisl di Brescia ha partecipato con una nutrita delegazione, che si è data appuntamento sabato mattina presso la sede in Via Altipiano d’Asiago. All’arrivo in Corso Venezia si è schierata assieme alle altre delegazioni, con percorso del corteo in un turbinio di bandiere attraverso Piazza San Babila, Corso Matteotti, Piazza Meda, Via Catena, Via Case Rotte, per giungere in Piazza della Scala. Lì sono intervenuti alcuni delegati di aziende del settore, che hanno portato la loro testimonianza sul peso dello stallo negoziale nelle rispettive realtà lavorative, e a seguire i segretari confederali Cgil Cisl Uil Susanna Camusso, Gigi Petteni e Carmelo Barbagallo. Come ha opportunamente ricordato Camusso, il fatto che il commercio viva di domanda interna complica ulteriormente il tentativo di far risalire i consumi. Il nesso tra crescita dei consumi e tutela dei salari è d’altra parte sottolineato anche da Raineri, che commentando la giornata di sciopero spiega: «Per la ripresa occorre sì rilanciare i consumi, ma occorre anche rilanciare il lavoro professionale svolto dalle lavoratrici e dai lavoratori occupati nella grande distribuzione organizzata e nel sistema cooperativo, che vanno premiati con un incremento salariale dignitoso e in linea con le intese già raggiunte nel comparto commerciale». Aspetto non secondario, la platea di chi attende il rinnovo è già indebolita dalla storia recente del settore, fatta di disdetta degli integrativi, di cassa integrazione e mobilità. L’augurio è quello di poter intavolare trattative basate su proposte accettabili, diverse dalle pesanti riduzioni del costo del lavoro avanzate anche sul tavolo della distribuzione cooperativa da Ancc, Coop, Agci e Cci, che puntano al recupero di competitività delle imprese attraverso l'annullamento delle condizioni costruite nel corso dei precedenti rinnovi contrattuali. «Serve una convocazione subito per avere il contratto sotto l'albero di Natale», ha auspicato Petteni. Come c’era da aspettarsi, quella di sabato è stata una manifestazione sentita e chi era presente l’ha percepito. Appunto perché è anche di dignità che si sta parlando, e non solo dell’interesse particolare di una casta, sabato è stata chiesta solidarietà anche ai cittadini, invitati a non andare nella grande distribuzione per tutta la giornata di sciopero. Dal volantino che i lavoratori hanno distribuito all'ingresso di negozi e centri commerciali: «Siamo consapevoli di creare qualche disagio, ma siamo certi che il cliente comprenderà che non c’è altro modo per farsi ascoltare, siamo sicuri che anche il cliente vuole entrare in punti vendita in cui è certo che la dignità di chi lavora non sia messa in discussione».